E va bene. Sono sopravvissuta. Quando mai ho fatto sto cavolo di fioretto scemo. (Sospetto che i fioretti siano tutti scemi, in realtà).
Comunque, sono passata al secondo round, che ormai incombe, e le promesse vanno mantenute.
Volevo cavarmela col filmatino che Dario ha girato per l’occasione, ma la mia insipienza tecnologica fa sì che appiccicarlo qui sopra sia Mission Impossibile.
Dunque.
- Avevo una claque modello “invitati al matrimonio del Padrino”, sia per numerosità sia per faziosità. GRAZIE RAGAZZI!
- Avevo il supporto sonoro gentilmente prestato dal “più grande chitarrista jazz europeo vivente” (così parlò il bigliettaio della Comuna Baires, che non gli fece pagare l’ingresso, in un tripudio di generale invidia)
- La voce mi è uscita dalla strozza in maniera inspiegabilmente intelligibile. Sono stata fierissima del mio tono impostato e delle mie capacità interpretative. Per pochi sollazzevoli minuti. Fino a quando la giurata non ha pubblicamente sentenziato, riferendosi al mio racconto e ammiccando inequivocabilmente all’indirizzo di una me stessa schifosamente tronfia “Meno male che l’avevo letto prima, altrimenti non l’avrei mai votato. L’hai letto da cani!” GULP!
- Poteva capitarmi di peggio : la giurata implacabile ha infierito con zero punti su un racconto abominevole di una signora con claque geriatrica al seguito…A me ne ha ammollati quindici, invece.
Insomma. Sono stata drogata di presunzione ed egocentrismo per un’intera settimana!