Chi sono

Utente: vieenblues
Nome: Diana
Sono carina a corrente ed umori alternati. Mi trucco raramente; quando lo faccio, mi tocca correre ai ripari allo specchio dei cessi pubblici, rimediando sbafi di rossetto e mascara strofinati per sbaglio. La vitalità è tradita dalla capigliatura folta e dalla borsa piena di cose inutili. Lo sguardo sfugge il futuro e l’incontro: sembro stronza, ma sono solo timida. L’attesa mi consuma unghie rosicchiate all’osso e il sorriso involontario. La mia paura cammina su tacchi bassi perché non mi piace stare in bilico, ma inciampo spesso in ostacoli dimenticati . Ho le dita perennemente macchiate d'inchiostro

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giovedì, 04 giugno 2009

I have a dream

 

Attraverso piccoli paesi  tappezzati da faccioni da pirla grandi come lenzuoli, alla TV Vespa e Berlusca e Bondi ovunque, alla radio viagliimmigratichecirubanoillavoro.

Provo una crescente sensazione di nausea e straniamento, come se fossi catapultata da un inconscio particolarmente maligno  in un sogno – meglio dire incubo- dove gli eventi mi colpiscono senza possibilità di appello. L’Italia di Berlusconi mi pare perfino peggio di quella mussoliniana, fatta com’è di donneveline, giornalistiuntuossequiosi, avvocaticorrotti, oceanico consenso mediatico e ignorante. Sembra che lotte operaie e femministe non siano mai esistite, che tutti abbiano un’emianopsia per il lato sinistro, che la carne e il sangue contino meno del silicone e della TV.

Il fatto è che il totalitarismo orwelliano è così completo che non ti ricordi nemmeno più che ci può essere un mondo migliore, dove la politica è coniugata con la passione ed è al servizio dei cittadini, i processi celebrano la giustizia,  la scuola istruisce senza indottrinare,  la dignità delle persone non è mai calpestata.

Poi penso a quegli stronzi degli americani, che non mi stanno simpaticissimi. Però avevano Bush e ora hanno Obama. Si può fare…


postato da: vieenblues alle ore 12:12 | link | commenti (8)
categorie: a ruota libera

Le mie risposte al questionario di Proust (so che se ne sentiva il bisogno...)

La cosa che mi piace di più di me stesso/a:
la lealtà e la libertà di pensiero
La cosa che più detesto di me stesso/a:
l’ignavia-pigrizia
Quello che mi fa piacere un uomo:
il sense of humour, lo sguardo profondo, il dinamismo
Quello che mi fa piacere una donna:
idem + la lealtà; ora che ci penso bene anche in un uomo la lealtà non è affatto secondaria, ma qui volevo dire lealtà intesa anche come solidarietà femminile (rarissima!)
Cosa ci vuole per diventarmi amico:
sincerità e affetto
La volta che sono stato/a più felice:
Indecisa fra tre momenti: il mio matrimonio (!), il giorno che ho stretto mio figlio per la prima volta fra le braccia, un giorno a Verona con F.
La volta che sono stato/a più infelice:
Nessun dubbio: il giorno che ho perso mia sorella (ed è un’infelicità durevolmente acuta)
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica?
In un benefattore dell’umanità (uno statista illuminato, un ricercatore scientifico brillante, un filantropo ricchissimo)
Cosa sognavo di fare da grande?
La ballerina
L'errore che non rifarei:
sono tanti, tantissimi; su tutti, aver chiuso l’ascolto per egoismo
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a:
non esiste (né follemente, né segretamente, né blandamente, né apertamente). Sob!
La persona che invidio di più:
non c’è ( l’invidia non mi appartiene, anche perché sono presuntuosissima)
La persona che ammiro di più:
Gandhi. In generale, le persone coraggiose e determinate
La persona che ringrazio Dio di non essere:
una squallida opportunista
Tre libri da portare sull'isola deserta:
Amleto, Via col vento, L’idiota
Il libro che dovrebbe avere un seguito:
 Ubik
Il rosso o il nero?
Rosso
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a:
Una vasca jacuzzi in bagno
L'ultima volta che ho perso la calma:
non lo ricordo: mi capita di rado. Anzi, no: mi capita di rado di esternare la rabbia, ma giusto l’altro ieri la calma l’ho proprio persa, perché mi sono sentita presa in giro
Chi vorrei fosse il mio angelo custode?
Credo di averne già più di uno: i miei cari che hanno traslocato nell’aldilà, i pazienti che ho curato con amore
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a:
Mai. Anche quando penso che l’Italia sia meravigliosa (per le opere d’arte, la cucina, il clima) non riesco ad essere orgogliosa di una casualità che mi ha fatto nascere in quest’angolo di mondo
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a:
Ci pensa quotidianamente il primo ministro a fornirmene l’occasione. E mi capita praticamente tutte le volte che trovo altri italiani all’estero
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo?
Poco, ahimé. Non ho nessuna vocazione
all’eroismo, mentre sono abitata da un vorace scetticismo.
Come vorrei morire?           
Circondata dalle persone che amo e pacificata, senza conti in sospeso
 
Il mio sogno ricorrente
Attualmente non ne ho, o non ne ricordo. In passato mi è capitato spesso di sognare di essere su un’auto lanciata a folle velocità, senza freni
La cosa che mi fa più paura
La cattiveria abbinata alla stupidità
Mi fa sempre ridere
la Littizzetto
Che farei a Dio se avessi l’occasione di parlargli a quattr’occhi
Gli chiederei di spiegarmi meglio la faccenda del libero arbitrio
E’ bello
un bambino che ride
E’ brutto
constatare l’irrimediabilità dei corsi e ricorsi storici e la ripetitività della guerra
Mi fa veramente schifo
la pedofilia
La qualità che vorrei avere
 La solidità affettiva (la capacità di amare senza aspettarsi di essere ricambiata)
Le mie manie
i solitari con le carte e leggere a letto
La mia stagione preferita
 L’estate
Cane o gatto?
Gatto, senza dubbio
Il peccato capitale che rischi di più
L’accidia (e non è un rischio ma una certezza)
Cosa pensi piaccia più di te agli altri?
Non ne ho la più pallida idea. Forse, la lealtà. O l’intelligenza (ma si può dare una risposta più stupida?)
Come ti immagini il futuro?
La verità? Sola e malata
Qual è la pazzia più grossa che hai fatto?
Non aver mai fatto pazzie
 
 

postato da: vieenblues alle ore 10:56 | link | commenti (3)
categorie: a ruota libera
lunedì, 01 giugno 2009

Misure antidepressive urgenti

  • Il solito giro di shopping consolatorio  stava trasformandosi in un boomerang. Lo specchio impietoso dei camerini rimandava l’immagine di una cicciona irrimediabile e le commesse si accanivano proponendo taglie forti e colori vedovili e paludanti. Ho risolto alfine comprandomi un camicione premaman di un bel colore che mi sta bene al viso (l’unica parte guardabile del mio corpo).
  • Anche la prenotazione di una settimana di vacanza da sola si stava trasformando in un dramma. Dopo ore spese su Internet a cercare la miglior combinazione possibile e l’acquisto in libreria di una guida costosa quanto una camera d’albergo doppia uso singola, il mio entusiasmo s’infrange contro il rifiuto webbico della mia merdosa carta di credito, che non essendo VISA – l’ho appreso oggi con sgomento- vale come il due di picche. Ho rimediato facendo la prenotazione al telefono in inglese. La reservation andata a buon fine e il mio fluent english mi hanno messo di ottimo umore.
  • Ho saccheggiato la Feltrinelli e ho preso un congruo numero di bestseller rosa e gialli per analfabeti. Fanculo le velleità intellettuali. Non è il momento di infliggermi letture impegnative.
  • Oggi mi vado a fare una lampada. Il nero sfina, dicono.

postato da: vieenblues alle ore 11:29 | link | commenti (1)
categorie: a ruota libera